Il filosofo Jean Guitton ha posto la sua attenzione su un problema: Perch? c'? qualcosa anzich? niente?
? un problema disarmante per il quale non mi sembra che ci siano risposte razionali da poter dare. Per? non voglio neanche credere che la nostra vita sia come quella delle formiche, dedite ad un continuo andirivieni solo per far s? che i loro gruppi possano proliferare.
Per la nostra coscienza ? possibile vivere senza porsi il problema del senso dell'esistenza, sia come esseri umani che come esseri individuali? E siccome un problema tira l'altro, considerato che la perfezione non ? il pane quotidiano dell'umanit?, chiediamoci il perch? di tanta violenza tra di noi e contro la natura stessa. Senza trascurare il grande problema dell'ingiustizia nei rapporti umani. Ed esiste qualche strada per poterne venire fuori?
Ho provato, in piena libert? e cercando di rispettare la mia coscienza, a dare delle risposte, le mie risposte che emergono dal mio sentirmi legato all'universo intero e dalle sollecitazioni che la mia interiorit? ha sentito di dover accogliere fin da piccolo.
Mi sono ritrovato, infatti, un senso della vita innato e annidato, che ha filtrato per me tali sollecitazioni. E siccome, anche, la verit? gira ad ogni angolo di strada, il mio "filtro" mi ha suggerito di intraprendere un percorso in cui l'ironia potesse occupare un ruolo di rilevante importanza per alleggerirlo o per autenticare il valore delle mie affermazioni.
Allora, perch? c'? qualcosa anzich? niente?
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